Sant'Antoni de su fogu Sabato 17 Gennaio ore 20.00. Presso l’ex area Enel ubicata in via 15 Martiri, si rinnova il tradizionale falò di Sant’Antonio Abate – in Sardegna conosciuto e festeggiato con l’appellativo di Sant’Antoni de su fogu - Durante la manifestazione a cui il Circolo partecipa in collaborazione con altre associazioni presenti nel territorio, è previsto un corteo che partendo dalla piazza principale di Vimodrone, raggiungerà l’area dove si svolgerà la serata
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Leggenda di Sant'Antoni de su fogu
Sant'Antoni
'e su fogu: Per festeggiare il loro Santo protettore (Sant’Antonio Abate) i
porcari ogni anno in suo onore sacrificavano un maiale. La carne del maiale
arrosto, accompagnata da abbondante vino, veniva poi distribuita a coloro che si
intrattenevano davanti al falò preparato in onore del Santo, che durava acceso
tutta la notte del 16 gennaio e persino l’indomani. Insieme alla carne si
offriva anche un pane caratteristico, fatto apposta per l’occasione. Questo
pane veniva impastato con la sapa ed aveva nome e forma diversa a seconda dei
paesi. Comunemente era conosciuto come «pane de Sant’Antoni». A Urzulei
questo Santo veniva festeggiato due volte l’anno, a metà gennaio e a metà
giugno. I pastori, a gennaio, mettevano da parte un agnello, il più bello, da
donare al Santo. Era l’offerta della primizia fata alla divinità per
propiziarsene i favori. Se l’agnello moriva o si infortunava, veniva
sostituito da uno sano (riscontri simili li troviamo anche nel Levitico[1]). A
metà giugno si faceva in piazza l’ecatombe.Su fogu 'e Sant'Antoni: fuoco di
Sant'Antonio è detto l'Herpes Zoster; i Sardi lo curavano facendo scaturire
delle scintille da una pietra focaia e lasciandole cadere sulla pelle
infiammata. Perché la cura fosse efficace doveva essere fatta da una persona
che avesse ucciso in pubblico un uomo, oppure dal più giovane o dal più
anziano di sette fratelli o da un pastore che avesse tutte le bestie marchiate
con lo stesso segno.
Secondo una leggenda fu Sant'Antonio a donare il fuoco agli uomini che lo rubò
con l'astuzia ai diavoli dall'inferno. Per questa ragione, in onore del Santo,
si crede che venga preparato il gran falò con al centro un grosso tronco di
quercia da sughero, circondato da altra legna. Un tempo, quando il fuoco si
spegneva, molti giovani si cospargevano il viso con i resti carbonizzati del
sughero.
[1] Levitico. È il terzo libro del Pentateuco (Genesi, Esodo, Levitico