Gruppo Folk Ichnos
Il gruppo folk Ichnos è nato nel 2000 grazie ad alcuni emigrati sardi. Il gruppo è apolitico e non persegue scopi di lucro, il corpo di ballo è formato da 40 elementi, tra Sardi, figli di Sardi e amici della Sardegna, ognuno col costume del proprio paese, sono presenti i seguenti ballerini e suonatori con i costumi di: Benetutti, Bitti, Bono, Cagliari, Chiaramonti, Domusnovas, Dualchi, Illorai, Ittiri, Laconi, Lanusei, Lodè, Lotzorai, Magomandas, Mamoiada, Masullas, Mogorella, Narcao, Ollastra, Oristano, Ovodda, Ozieri, Samugheo, Senis, Simaxi, Sinnai, Suni, Tempio, Tonara, Tula, Villamar. Il gruppo propone i balli tipici dell’Isola da “su Passu Torrau” a su “Dillu”, da su “ballu Tundu” a su “Cabillu”, da su “Ballu Campidanesu”, a su “Ballu Currende”, etc..L’intento del gruppo è di promuovere e divulgare le tradizioni popolari della nostra terra attraverso i balli, in oltre è anche una scuola di ballo dove si può imparare a danzare e conoscere i vari passi, (chiunque fosse interessato può contattare il responsabile al 3495059128 Gonario).Il gruppo folk dal 2000 ad oggi ha partecipato a moltissime manifestazioni sia in Italia sia all’estero riscontrando un notevole successo e facendo amicizia con altre culture.Il gruppo è accompagnato da cinque suonatori attraverso i seguenti strumenti: organetto, fisarmonica, tamburo, armonica, trunfa, launeddas, pipiaiolu o sulittu. Le nostre esibizioni hanno una durata di circa un’ora, dove oltre a proporre varie coreografie coinvolge il pubblico nelle varie danze.
Il nome Ichnos
I Greci chiamavano la Sardegna Sardò, connettendola a Sardo, figlio di Eracle
che secondo il mito sarebbe giunto nell’isola a capo di colonizzatori libici.
La Sardegna era chiamata dai greci anche Ichnussa,
dal greco ichnos (orma di piede umano), per
la sua caratteristica forma (da cui anche Sandaliotis, da sandalion, sandalo).
Il radicale s(a)rd- , che identifica l’ethnos dei Sardi, appartiene al
sustrato linguistico mediterraneo preindeuropeo. Si ritiene che i Sardi della
protostoria indicassero la loro terra e se stessi con nomi derivati da questa
base.
La più antica sicura attestazione scritta dell’etnico (Srdn) è contenuta
nella fenicia “stele di Nora” risalente alla fine del IX sec. a.C .
Un altro importante documento risale al VI secolo a.C.: si tratta di un trattato
di amicizia stipulato dagli abitanti della potente città magno-greca di Sibari
e dal popolo dei Serdàioi, i Sardi secondo alcune accreditate ipotesi, il cui
testo fu inciso su una tavola di bronzo che fu deposta nel famoso santuario
panellenico di Zeus ad Olimpia.
Diversi studiosi avanzano l’ipotesi che i Sardi siano da riconoscere anche nei
Serdan-, uno dei “Popoli del Mare” menzionati nei documenti egiziani
tra il XVI e il XIII secolo a.C. Ciò lascerebbe immaginare una civiltà
nuragica eccezionalmente avanzata ed intraprendente a livello mediterraneo,
aspetti che però l’archeologia non sembra avere ancora adeguatamente
documentato.